Militari USA feriti in un raid iraniano in Arabia Saudita
Washington valuta l’invio di fino a 17.000 soldati in Medio Oriente
Un attacco missilistico iraniano ha colpito la base aerea Prince Sultan, in Arabia Saudita, ferendo diversi militari statunitensi. Le fonti convergono su un numero compreso tra 10 e 12 soldati feriti, con almeno due in condizioni gravi, ma nessuno in pericolo di vita. L’attacco, condotto con missili e droni, ha danneggiato anche alcuni velivoli statunitensi destinati al rifornimento in volo.
Escalation nel Golfo e risposta americana
L’episodio arriva in un momento di forte tensione nella regione. L’Iran aveva avvertito che avrebbe imposto un “prezzo elevato” per gli attacchi contro i propri siti nucleari avvenuti il giorno precedente. L’azione contro la base saudita sembra inserirsi in questa dinamica di ritorsioni e contro-ritorsioni che sta alimentando un’escalation nel Golfo.
Il Pentagono valuta un massiccio rafforzamento militare
Secondo il Wall Street Journal, il Pentagono sta considerando l’invio di altri 10.000 soldati in Medio Oriente. Se la decisione venisse confermata, la presenza militare statunitense nell’area raggiungerebbe circa 17.000 unità. Non si tratterebbe di un contingente sufficiente per un’invasione su larga scala, ma sarebbe adeguato per operazioni mirate: mettere in sicurezza siti sensibili, sequestrare porzioni di territorio strategico o prendere il controllo di infrastrutture chiave, come alcune isole iraniane.
Un quadro regionale sempre più instabile
L’attacco alla base Prince Sultan si inserisce in un contesto di crescente instabilità: Israele ha intensificato le operazioni contro obiettivi iraniani, mentre gli Stati Uniti stanno ricalibrando la propria postura militare nella regione. Le tensioni nello Stretto di Hormuz, cruciale per il traffico energetico globale, restano elevate e potrebbero peggiorare in caso di ulteriori ritorsioni.