Bank of America chiude la class action su Epstein con un accordo da 72,5 milioni

La banca nega ogni coinvolgimento, ma paga per archiviare le accuse di aver ignorato segnali d’allarme sui traffici del finanziere

A cura di Glauco Valentini Redazione
28 marzo 2026 07:12
Bank of America chiude la class action su Epstein con un accordo da 72,5 milioni -
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Bank of America verserà 72,5 milioni di dollari per chiudere una class action che la accusava di aver agevolato, direttamente o indirettamente, il traffico sessuale orchestrato da Jeffrey Epstein. L’intesa, confermata dai documenti depositati presso il tribunale federale di New York, arriva senza alcuna ammissione di responsabilità da parte dell’istituto, che continua a respingere le accuse.

Le accuse contro la banca

La causa era stata avviata da una donna identificata come Jane Doe, che sosteneva che la banca avesse ignorato “red flags” e transazioni sospette legate a Epstein, privilegiando i profitti rispetto alla tutela delle vittime. Secondo l’azione legale, Bank of America avrebbe continuato a fornire servizi finanziari al finanziere nonostante la disponibilità di informazioni che avrebbero dovuto far scattare controlli più severi.

La posizione di Bank of America

In una dichiarazione ufficiale, la banca ha ribadito di non aver mai facilitato i crimini di Epstein, sostenendo di aver fornito solo servizi bancari ordinari a soggetti che, all’epoca, non risultavano collegati alle attività illecite del finanziere. Tuttavia, ha riconosciuto che la risoluzione permette di “mettere la vicenda alle spalle” e di offrire “ulteriore chiusura” alle persone coinvolte.

Un tassello in un quadro più ampio

L’accordo segue altri risarcimenti milionari già versati da istituti finanziari coinvolti in cause analoghe: JPMorgan Chase ha pagato 290 milioni di dollari nel 2023, mentre Deutsche Bank ha raggiunto un’intesa da 75 milioni. Anche in questi casi, le banche non hanno ammesso alcuna responsabilità, pur accettando di chiudere le controversie.

Il contesto del caso Epstein

Jeffrey Epstein, finanziere con una rete di contatti tra politici, imprenditori e celebrità, era stato accusato di gestire per anni un sistema di abusi e traffico sessuale ai danni di minorenni. Dopo una prima condanna nel 2008, fu arrestato nuovamente nel 2019 con accuse federali più gravi. Morì in carcere lo stesso anno, in circostanze ufficialmente classificate come suicidio.

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