USA‑Iran, alta tensione alla vigilia dei colloqui di Islamabad

Trump avverte Teheran: “Nuovi raid se non si arriva a un’intesa”. L’Iran rilancia: “Prima cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset”

A cura di Glauco Valentini Redazione
10 aprile 2026 19:32
USA‑Iran, alta tensione alla vigilia dei colloqui di Islamabad   - Blindata la capitale del Pakistan tra zone rosse e cecchini sui tetti
Blindata la capitale del Pakistan tra zone rosse e cecchini sui tetti
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Alla vigilia dei delicati colloqui tra Stati Uniti e Iran, in programma domani a Islamabad, il clima è già incandescente. Washington e Teheran arrivano al tavolo con posizioni rigide, scambi di accuse e minacce che alimentano l’incertezza su un possibile accordo.

Il presidente statunitense Donald Trump ha puntato il dito contro lo stallo nello Stretto di Hormuz, sostenendo che l’Iran non starebbe rispettando gli impegni presi. Il messaggio è stato netto: senza progressi concreti, gli Stati Uniti sono pronti a nuove operazioni militari. “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”, ha dichiarato, lasciando intendere che l’opzione militare resta sul tavolo.

A guidare la delegazione americana sarà il vicepresidente J.D. Vance, che ha ribadito la linea dura dell’amministrazione. “Non ci prendano in giro. Se vogliono giocare, noi non ci staremo”, ha affermato, sottolineando che Washington non intende accettare tattiche dilatorie.

Dall’altra parte, Teheran arriva ai colloqui con richieste precise. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, che guiderà la delegazione, ha fissato due condizioni preliminari: un cessate il fuoco immediato in Libano e lo sblocco degli asset finanziari iraniani congelati all’estero. “Prima che i negoziati inizino, queste misure devono essere attuate”, ha dichiarato.

Intanto Islamabad si prepara a ospitare l’incontro in un clima di massima sicurezza. La capitale pakistana è stata blindata con zone rosse, posti di blocco e cecchini posizionati sui tetti degli edifici strategici, nel timore di possibili tensioni o tentativi di sabotaggio.

I colloqui di domani rappresentano un passaggio cruciale in una fase già segnata da instabilità regionale e pressioni internazionali. Resta da vedere se le due delegazioni riusciranno a superare le rispettive condizioni preliminari o se la distanza tra le parti porterà a un nuovo irrigidimento delle relazioni.

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