Ucraina in Ue, scontro nel governo: la Lega dice no all’ingresso di Kiev

Bruxelles accelera sull’adesione ucraina dopo il passo indietro di Orbán. Salvini alza il muro, opposizioni all’attacco: “Cortocircuito nell’esecutivo”

A cura di Glauco Valentini Redazione
27 maggio 2026 21:01
Ucraina in Ue, scontro nel governo: la Lega dice no all’ingresso di Kiev -
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Si accende il confronto politico sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea. Bruxelles punta ad aprire già a giugno i primi capitoli negoziali per l’adesione di Kiev, approfittando del cambio di scenario politico in Ungheria dopo l’uscita di scena di Viktor Orbán.

A frenare è però la Lega, che si dichiara “assolutamente contraria” all’allargamento dell’Ue all’Ucraina. In una nota, il partito di Matteo Salvini sostiene che Kiev “non abbia i requisiti necessari” e che il suo ingresso rappresenterebbe “un danno economico e sociale di enormi proporzioni”.

Le opposizioni attaccano il governo, parlando di divisioni interne su un tema strategico per la politica estera italiana. Enrico Borghi di Italia Viva denuncia “un totale cortocircuito nel governo”, mentre il Partito Democratico chiede alla premier Giorgia Meloni di “sconfessare la Lega”, accusata di portare avanti “un’agenda filorussa”.

Sul fronte internazionale, cresce intanto la tensione tra Mosca e Roma. L’ambasciata russa in Italia accusa il governo di non aver condannato un raid contro un dormitorio, sostenendo che così l’Italia si renda “complice del regime terrorista di Kiev”.

Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky torna a chiedere sostegno agli Stati Uniti e invita Donald Trump a garantire “più munizioni per fermare i missili di Mosca”.

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