Trump sospende l'attacco all'Iran ma avverte: "Sono pronto a colpire su vasta scala"
Mentre Washington respinge la nuova proposta di Teheran, Putin vola a Pechino da Xi: "La nostra alleanza lavora per la pace universale"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la sospensione di un'operazione militare contro l'Iran che era programmata per la giornata di oggi. La decisione, ha spiegato Trump, è stata presa su richiesta degli alleati del Golfo, sulla base dell'avanzamento di «colloqui seri» tra le parti. L'avvertimento, tuttavia, è perentorio: in assenza di un accordo accettabile, gli Stati Uniti sono pronti a sferrare «un assalto su vasta scala» contro Teheran in qualunque momento.
Le parole del presidente americano giungono all'indomani della bocciatura formale da parte della Casa Bianca della nuova proposta iraniana, articolata in quattordici punti e giudicata «insufficiente». Sul fronte energetico, Washington ha nel frattempo concesso una nuova proroga di trenta giorni all'acquisto di petrolio russo, un segnale che gli equilibri globali restano quanto mai fluidi.
Focus - La Casa Bianca ha respinto il piano iraniano in 14 punti definendolo «insufficiente». Gli Usa hanno nel contempo prorogato di 30 giorni la deroga all'acquisto di petrolio russo.
Mentre la crisi mediorientale resta sospesa su un filo diplomatico, il presidente russo Vladimir Putin è volato a Pechino per incontrare il leader cinese Xi Jinping. In una dichiarazione congiunta dai toni distensivi, Putin ha descritto il partenariato sino-russo come un'alleanza «non diretta contro nessuno», impegnata a costruire «pace e prosperità universale». La stampa di Stato cinese ha amplificato il messaggio, sottolineando come il rapporto strategico tra i due Paesi contribuisca a «stabilizzare il mondo in un contesto di turbolenze» globali.
Il vertice di Pechino si inserisce in uno scenario in cui le due grandi potenze rivali dell'Occidente rilanciano la loro narrativa di contrappeso all'ordine internazionale a guida americana, proprio mentre Washington gestisce simultaneamente la crisi nucleare iraniana e le tensioni sul grano e sul petrolio legate al conflitto ucraino.