Trump annuncia negoziati Israele‑Libano, ma Beirut smentisce
Hormuz resta chiuso. Pressioni su Iran e Usa, nuove tensioni con l’Italia mentre Ankara invoca un approccio “costruttivo”
Donald Trump rilancia l’ottimismo sulla fine della guerra in Medio Oriente, ma la realtà sul terreno e nelle capitali coinvolte racconta un quadro molto più complesso. Il presidente statunitense parla di un conflitto “quasi finito” e di un accordo “possibile entro aprile”, annunciando addirittura la ripresa dei negoziati tra Israele e Libano “per la prima volta dopo 34 anni”. Ma da Beirut arriva una smentita immediata: nessun nuovo tavolo è stato concordato.
Pressione su Teheran, ma i colloqui restano in bilico
Secondo Trump, i contatti tra Washington e Teheran potrebbero riprendere “entro due giorni”, dopo il fallimento del vertice di Islamabad. La Casa Bianca precisa però che l’eventuale nuovo incontro non si terrà in Pakistan. La portavoce Karoline Leavitt sostiene che gli Stati Uniti siano “in una buona posizione” e che sia “nell’interesse dell’Iran accettare le richieste americane”, definendo i negoziati “produttivi e in corso”.
Smentita invece ogni ipotesi di proroga del cessate il fuoco: “Non l’abbiamo chiesta”, afferma Washington.
Hormuz resta chiuso: tra minacce e aperture
Sul piano militare, gli Stati Uniti dichiarano di aver “completamente attuato” il blocco dello Stretto di Hormuz. Da Teheran arrivano segnali contraddittori: da un lato l’apertura a una riapertura parziale del passaggio, dall’altro la minaccia di “affondare le navi americane”. Una situazione che mantiene alta la tensione e alimenta timori economici globali, mentre analisti e osservatori parlano di un “vicolo cieco” per Washington.
Trump attacca Meloni, Roma sospende il memorandum con Israele
Sul fronte politico, Trump apre un nuovo fronte polemico con l’Italia: si dice “scioccato” dal mancato sostegno di Giorgia Meloni e avverte che “con chi nega aiuto non abbiamo più lo stesso rapporto”.
Il governo italiano, intanto, sospende il memorandum di cooperazione sulla difesa con Israele, una decisione che ha suscitato reazioni contrastanti a livello internazionale.
Ankara: “Serve un approccio costruttivo”
La Turchia interviene invitando Stati Uniti e Iran a mantenere un atteggiamento “costruttivo” nei negoziati. Il ministero della Difesa turco ribadisce il sostegno di Ankara agli sforzi diplomatici per trasformare l’attuale tregua temporanea in un accordo stabile e duraturo.
“Continueremo a sostenere i colloqui di pace e a collaborare con partner regionali e internazionali per prevenire un’ulteriore escalation”, afferma il dicastero, sottolineando che la diplomazia resta “l’unica via praticabile”.