Trump a Pechino con i colossi della Silicon Valley
Domani il faccia a faccia con Xi. Gli 007 smentiscono il presidente: “L’Iran ha ancora forti capacità missilistiche”
Un’accoglienza in grande stile — tappeto rosso e trecento bambini in uniforme con bandiere cinesi e americane — ha segnato l’arrivo di Donald Trump a Pechino insieme a una delegazione di 17 super‑CEO della Silicon Valley, da Apple a Nvidia. Un segnale politico ed economico potente, accolto dal ministero degli Esteri cinese con un messaggio distensivo: “Pronti a collaborare con gli Stati Uniti”.
Domani è previsto l’attesissimo incontro con Xi Jinping, che affronterà un’agenda fitta: dalla guerra in Iran alla competizione sull’intelligenza artificiale, fino al delicato dossier delle terre rare, cruciale per l’industria tecnologica globale.
Sul fronte geopolitico, mentre la Casa Bianca ha temporaneamente abbassato i toni sul conflitto con Teheran, le agenzie di intelligence americane frenano l’ottimismo presidenziale: secondo gli 007, l’Iran dispone ancora di “robuste capacità missilistiche”, in netto contrasto con la narrazione pubblica di Trump.