Tregua violata, accuse incrociate tra Russia e Ucraina
Scontro di versioni sul cessate il fuoco pasquale: per Kiev oltre 2.200 infrazioni, Mosca ne denuncia quasi 2.000
Mosca e Kiev tornano ad accusarsi reciprocamente di aver infranto la tregua proclamata in occasione della Pasqua ortodossa, entrata in vigore ieri alle 15 (ora italiana). Il cessate il fuoco, annunciato come misura temporanea per consentire le celebrazioni religiose, sarebbe stato violato centinaia di volte secondo entrambe le parti, alimentando ulteriormente le tensioni sul terreno.
Secondo quanto riferito dallo Stato maggiore ucraino, le forze russe avrebbero infranto la tregua ben 2.299 volte dall’inizio della sua applicazione. Kiev sostiene che gli attacchi si siano verificati lungo diverse linee del fronte, mettendo in dubbio la reale volontà di Mosca di rispettare l’accordo, anche solo per una breve pausa umanitaria.
Di contro, il ministero della Difesa russo ha respinto le accuse, ribaltando la responsabilità sulle forze armate ucraine. Mosca afferma infatti di aver registrato complessivamente 1.971 violazioni del cessate il fuoco attribuite a unità ucraine, denunciando bombardamenti e azioni offensive in varie aree del conflitto.
Le cifre fornite dalle due parti non sono verificabili in modo indipendente e riflettono, ancora una volta, la profonda distanza tra le rispettive narrazioni. La tregua pasquale, che nelle intenzioni avrebbe dovuto rappresentare un momento di de-escalation, si è così trasformata in un nuovo terreno di scontro politico e mediatico.
Il fallimento del cessate il fuoco evidenzia le difficoltà nel raggiungere anche accordi temporanei in un conflitto che continua a mostrare elevati livelli di intensità e sfiducia reciproca.