Svolta nel cold case Mazzotti: fermato un uomo già condannato all’ergastolo

In manette Giuseppe Calabrò, ritenuto coinvolto nel sequestro del 1975. Il suo nome compare anche in un’indagine sulle infiltrazioni della ’ndrangheta nel tifo organizzato milanese

A cura di Glauco Valentini Redazione
07 febbraio 2026 13:34
Svolta nel cold case Mazzotti: fermato un uomo già condannato all’ergastolo - Cristina Mazzotti
Cristina Mazzotti
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Svolta nelle indagini sul sequestro di Cristina Mazzotti, la giovane rapita nel Comasco il 1° luglio 1975 e morta durante la prigionia in una buca nel Novarese. La Squadra Mobile di Milano ha fermato nella notte Giuseppe Calabrò, già condannato in primo grado all’ergastolo lo scorso 4 febbraio per l’omicidio aggravato della ragazza.

Secondo gli investigatori, nuovi elementi raccolti nelle ultime settimane hanno reso necessario il provvedimento di fermo, motivato anche dal rischio di fuga e dalle esigenze cautelari legate al profilo dell’indagato. La figura di Calabrò, infatti, è emersa anche nell’ambito di un procedimento della Dda di Milano sulle infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese nel tifo organizzato di Inter e Milan.

Cristina Mazzotti, allora diciottenne, fu rapita mentre rientrava a casa e tenuta segregata in condizioni disumane. Morì poco dopo il sequestro, un caso che per decenni è rimasto uno dei simboli più tragici della stagione dei rapimenti in Italia.

Il fermo di Calabrò riapre ora uno dei capitoli più dolorosi della cronaca nera degli anni Settanta, con la prospettiva di nuovi sviluppi investigativi.

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