Emirati fuori dall'Opec, scossa al mercato del petrolio

Brent oltre 110 dollari. Nuove tensioni tra Washington e Teheran mentre Vance critica il Pentagono

28 aprile 2026 19:16
Emirati fuori dall'Opec, scossa al mercato del petrolio - Ansa
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Nuovo colpo alla già fragile stabilità energetica in un Medio Oriente attraversato dalla guerra. Gli Emirati Arabi Uniti, tra i principali produttori mondiali di greggio, hanno annunciato a sorpresa l’uscita dall’Opec e dall’Opec+, ponendo fine a un’adesione durata sei decenni e infliggendo un duro colpo al cartello guidato dall’Arabia Saudita. Alla base della decisione, secondo fonti diplomatiche, ci sarebbero dissidi crescenti sui tagli alla produzione e sulla gestione delle quote.

La reazione dei mercati è stata immediata: il Brent ha superato i 110 dollari al barile, alimentando timori su un nuovo ciclo di rincari energetici in Europa e in Asia. Analisti internazionali sottolineano che l’uscita di Abu Dhabi potrebbe indebolire la capacità dell’Opec+ di influenzare l’offerta globale in un momento di forte instabilità geopolitica.

Sul fronte politico, il presidente statunitense Donald Trump sostiene che l’Iran avrebbe ammesso di essere “al collasso” e di voler riaprire lo Stretto di Hormuz “il prima possibile”. Secondo la Cnn, Teheran sarebbe pronta a presentare nei prossimi giorni una nuova versione della sua proposta di pace, dopo che Washington ha respinto la precedente bozza.

A complicare ulteriormente il quadro, emergono tensioni ai vertici dell’amministrazione americana. Il vicepresidente J.D. Vance si sarebbe detto “preoccupato” per la gestione del conflitto da parte del Pentagono, che — secondo ricostruzioni interne — avrebbe sottostimato la rapidità con cui si stanno esaurendo le scorte missilistiche statunitensi. Una frizione che arriva mentre la Casa Bianca cerca di mantenere un equilibrio tra pressione militare, diplomazia e sicurezza energetica globale.

Il nuovo strappo degli Emirati, unito all’incertezza sui negoziati USA‑Iran, apre così un ulteriore fronte in una crisi che continua a ridisegnare gli equilibri del mercato del petrolio e della politica internazionale.

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