Bufera sulla grazia a Nicole Minetti: il Quirinale richiama Nordio, avviate verifiche e nuove indagini
Sotto esame la domanda di clemenza concessa a febbraio: dubbi su possibili irregolarità, la Procura generale di Milano chiede approfondimenti anche all’estero
Si addensano ombre sulla grazia concessa a Nicole Minetti, mentre si apre un nuovo fronte istituzionale tra il Quirinale e il ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio. Il Colle ha infatti sollecitato chiarimenti urgenti in merito alla possibile “falsità” della documentazione presentata per ottenere la misura di clemenza, sottolineando tuttavia di non disporre di strumenti autonomi di indagine.
Il ministero di via Arenula ha annunciato di essersi preso 24 ore per avviare le prime verifiche sul caso. Parallelamente, la Procura generale di Milano — che aveva istruito il dossier alla base della concessione — ha richiesto al Guardasigilli il via libera per svolgere nuovi accertamenti, anche fuori dai confini nazionali. Secondo quanto riferito, nella documentazione iniziale “non c’erano anomalie”, ma i nuovi elementi emersi rendono necessari ulteriori approfondimenti.
La grazia era stata concessa lo scorso 18 febbraio per consentire all’ex consigliera regionale lombarda di assistere all’estero un bambino gravemente malato. Un provvedimento che ora finisce al centro di polemiche e verifiche istituzionali.
Minetti era stata condannata a due anni e dieci mesi nell’ambito del processo Ruby Bis per favoreggiamento della prostituzione, oltre a un’ulteriore pena di un anno e un mese per peculato legato ai rimborsi durante il suo incarico al Pirellone.
Gli sviluppi delle prossime ore saranno decisivi per chiarire la correttezza dell’iter che ha portato alla concessione della grazia e per stabilire eventuali responsabilità.