Strage alla moschea di San Diego: tre morti, uccisi anche i due giovani assalitori
Attacco al centro islamico più grande della città: fra le vittime una guardia di sicurezza, padre di otto figli
Un attacco armato ha insanguinato il Centro Islamico di San Diego, complesso che ospita la moschea più grande della città e la scuola Al Rashid. Il bilancio finale è di tre vittime civili, tra cui una guardia di sicurezza descritta da chi la conosceva come un eroe: padre di otto figli, era intervenuto per rallentare l'avanzata degli assalitori, pagando con la vita il proprio coraggio.
I due aggressori — un diciassettenne e un diciannovenne — sono stati trovati morti a pochi isolati di distanza dal luogo dell'attacco, all'interno di un'automobile. Le autorità ritengono che si siano inflitti le ferite letali autonomamente dopo la fuga. Nell'abitacolo gli investigatori hanno rinvenuto messaggi di odio a sfondo anti-islamico e una tanica recante simboli delle SS naziste. Uno dei due aveva sottratto l'arma dalla casa dei genitori prima di agire, lasciando un biglietto di addio.
«È qualcosa che non ci saremmo mai aspettati, ma l'intolleranza religiosa e l'odio che purtroppo esistono nella nostra nazione sono senza precedenti.» — L'imam della comunità islamica di San Diego
La polizia di San Diego lavora in stretta collaborazione con l'FBI, che ha aperto un'indagine per crimine d'odio. Le autorità federali stanno analizzando i materiali sequestrati nell'auto e il percorso digitale dei due ragazzi per ricostruire radicalizzazione e moventi. A seguito dell'episodio, le forze dell'ordine hanno innalzato il livello di allerta per i luoghi di culto islamici su tutto il territorio nazionale.
A New York, il dipartimento di polizia ha rafforzato il presidio attorno alle moschee della città, dispiegando unità aggiuntive nei quartieri a maggiore concentrazione di fedeli musulmani. Misure precauzionali simili sono state adottate in altre metropoli americane, in un clima di crescente preoccupazione per la sicurezza delle minoranze religiose.