Sicurezza, Piantedosi: “Delitti in calo del 2%, ma la minaccia eversiva resta attiva”
Scontro sulle critiche e bilancio dell’anno alla Festa della Polizia: terrorismo, cyber attacchi e ordine pubblico sotto osservazione
Un calo complessivo dei delitti pari al 2%, ma con un livello di attenzione che resta alto su più fronti, dalla minaccia eversiva al terrorismo fino alla sicurezza informatica. È questo il quadro tracciato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel corso del suo intervento alla tradizionale Festa della Polizia.
Alla sua prima uscita pubblica dopo il caso che ha coinvolto Giuseppe Conte, il titolare del Viminale ha rivendicato i risultati ottenuti sul fronte della sicurezza, respingendo al contempo le polemiche: “Le critiche sono sempre più spesso estranee al merito”, ha dichiarato, sottolineando il lavoro svolto dalle forze dell’ordine.
Secondo i dati diffusi, nel 2025 si registra una flessione generale della criminalità, accompagnata però da segnali che impongono prudenza. “La minaccia eversiva è reale, attiva”, ha ribadito Piantedosi, evidenziando come il fenomeno continui a richiedere un costante monitoraggio da parte degli apparati di sicurezza.
Nel dettaglio, sono state 21.444 le espulsioni eseguite nel corso dell’anno, mentre sul fronte del contrasto al terrorismo si contano 37 arresti. Preoccupante anche il dato relativo agli attacchi informatici: 835 quelli registrati contro strutture di rilievo nazionale, segnale di una crescente esposizione del Paese sul piano cyber.
Non mancano criticità legate alla coesione sociale: le segnalazioni per crimini d’odio sono state circa 600, mentre su oltre 11mila manifestazioni svolte sul territorio, 390 hanno fatto registrare disordini.
Sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, il ministro ha evidenziato la cattura di 9 latitanti e il sequestro di beni per un valore complessivo di 58 milioni di euro, risultati che confermano – secondo il Viminale – l’efficacia dell’azione di contrasto alle mafie.