Rogoredo, le accuse degli amici della vittima: “Dal poliziotto richieste quotidiane di denaro e droga”
Gli inquirenti vagliano i racconti su presunte estorsioni ai danni di Abderrahim Mansouri: “Chiedeva 200 euro e 5 grammi di cocaina al giorno”
Emergono nuovi elementi nell’inchiesta sull’uccisione di Abderrahim Mansouri, il 28enne marocchino colpito alla testa da un proiettile sparato dall’assistente capo Carmelo Cinturrino il 26 gennaio, nel boschetto della droga di Rogoredo, durante un controllo antispaccio. Alcuni conoscenti della vittima, ascoltati dagli investigatori, hanno raccontato che il poliziotto avrebbe avanzato richieste quotidiane di denaro e droga nei confronti del giovane.
Secondo queste testimonianze, ora al vaglio della Procura, Mansouri avrebbe riferito più volte di essere sottoposto a pressioni costanti: si parlerebbe di circa 200 euro e cinque grammi di cocaina al giorno. Una cifra che, stando ai racconti raccolti, il 28enne non sarebbe più riuscito o non avrebbe più voluto soddisfare.
Proprio il rifiuto di continuare a pagare, secondo quanto riferito da chi lo conosceva, avrebbe fatto crescere in Mansouri un forte timore nei confronti di Cinturrino. Alcuni amici hanno spiegato agli inquirenti che il giovane, nelle settimane precedenti alla sua morte, appariva sempre più preoccupato e convinto che il poliziotto potesse fargli del male.
Carmelo Cinturrino, attualmente indagato per omicidio volontario, sostiene invece di aver sparato per legittima difesa durante un’operazione di contrasto allo spaccio. Le nuove dichiarazioni, se confermate, potrebbero aprire scenari investigativi più complessi, delineando un possibile contesto di tensioni e rapporti illeciti tra l’agente e la vittima.
Le verifiche proseguono: gli inquirenti stanno confrontando le testimonianze con tabulati, movimenti e altri elementi utili a ricostruire con precisione i rapporti tra i due e le circostanze che hanno portato al colpo mortale nel boschetto di Rogoredo.