Morto il bimbo trapiantato al Monaldi: l’inchiesta sul cuore arrivato da Bolzano si aggrava
Il piccolo Domenico non ce l’ha fatta: si spegne dopo due mesi di agonia
Il piccolo Domenico è morto nella terapia intensiva dell’Ospedale Monaldi di Napoli, a due mesi dal trapianto di cuore che non aveva mai dato esito positivo. Il bambino era ricoverato dal 23 dicembre 2025, giorno dell’intervento, e da oltre 50 giorni era sostenuto dall’Ecmo, il macchinario che svolgeva le funzioni cardiache dopo il fallimento del nuovo organo.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura, il cuore – trasportato da Bolzano a Napoli – sarebbe arrivato in condizioni compromesse, conservato a temperature troppo basse. “Era un blocco di ghiaccio”, riferiscono alcune testimonianze ora al vaglio degli inquirenti. Al momento risultano sei indagati, ma l’inchiesta è destinata ad ampliarsi alla luce del decesso. Sotto esame anche la decisione di procedere con l’operazione prima dell’arrivo dell’organo.
L’annuncio ufficiale è arrivato dall’Azienda Ospedaliera dei Colli, che ha parlato di “improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche” esprimendo cordoglio alla famiglia. La madre, Patrizia Mercolino, aveva autorizzato poche ore prima la sospensione delle pratiche per evitare l’accanimento terapeutico.
Il direttore dell’Area critica del Monaldi, Antonio Corcione, ha spiegato che il piccolo era sedato e non provava dolore. Intanto il caso ha assunto rilevanza nazionale: la premier Giorgia Meloni e il presidente della Regione Campania Roberto Fico hanno assicurato che sarà fatta piena luce.
Oltre all’indagine della Procura di Napoli, coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante, sono state avviate verifiche ispettive sia dalla Regione Campania sia dal Ministero della Salute.