Péter Magyar trionfa in Ungheria, si chiude l'era Orbán
Affluenza record e svolta storica: Tisza verso la super maggioranza dei due terzi
Si chiude dopo sedici anni l’era di Viktor Orbán alla guida dell’Ungheria. Le elezioni legislative hanno segnato una svolta storica per il Paese, con un’affluenza record che ha sfiorato l’80% e la netta vittoria dell’opposizione guidata da Péter Magyar.
Il suo partito, Tisza, è proiettato verso una super maggioranza dei due terzi in Parlamento, soglia che consentirebbe di avviare riforme costituzionali profonde. “Abbiamo scritto la storia”, ha dichiarato Magyar davanti a una folla in festa nella capitale Budapest, celebrando un risultato che segna un cambio di rotta netto nella politica ungherese.
Di tono opposto il commento di Orbán, che ha ammesso la sconfitta parlando di “un risultato chiaro e doloroso”, riconoscendo di fatto la fine di una lunga stagione politica che ha inciso profondamente sugli equilibri interni ed europei.
A Bruxelles il risultato è stato accolto con sollievo dopo anni di tensioni tra il governo ungherese e le istituzioni comunitarie. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha commentato: “Stasera il cuore d’Europa batte più forte in Ungheria”, sottolineando l’importanza del voto per il futuro dell’Unione.
Reazioni anche sul fronte italiano. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha parlato di “fine del tempo delle destre”, sostenendo che con la sconfitta di Orbán “perdono anche Donald Trump e Giorgia Meloni”. Più istituzionale il commento della presidente del Consiglio, che ha voluto ringraziare “l’amico Viktor” e ha espresso le proprie congratulazioni a Magyar per il risultato ottenuto.
Il voto ungherese apre ora una nuova fase politica, con aspettative elevate sia sul piano interno sia nei rapporti con l’Unione europea. Il prossimo governo sarà chiamato a tradurre il consenso elettorale in riforme concrete, segnando l’inizio di una nuova stagione per il Paese.