“Anziani morti in ambulanza: le frasi shock dell’autista sotto accusa”

Nel fascicolo della Procura di Forlì emergono frasi agghiaccianti attribuite a Luca Spada, operatore della Croce Rossa, indagato per omicidio volontario

A cura di Glauco Valentini Redazione
12 aprile 2026 16:11
“Anziani morti in ambulanza: le frasi shock dell’autista sotto accusa” - Immagine di repertorio
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La Procura di Forlì indaga su una vicenda che sta scuotendo l’intero sistema dei soccorsi. Al centro dell’inchiesta c’è Luca Spada, 27 anni, operatore della Croce Rossa, arrestato con l’accusa di omicidio volontario per la morte di alcuni anziani deceduti durante o subito dopo il trasporto in ambulanza. Un quadro già inquietante che, secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, sarebbe aggravato da una serie di intercettazioni definite “sconvolgenti” dagli inquirenti.

Dalle conversazioni captate dagli investigatori emergerebbero frasi che delineano un atteggiamento disturbante e potenzialmente premeditato. In un passaggio, l’autista avrebbe affermato: «Questi poveri vecchietti soffrono troppo, non è giusto, devono andare dal buon Dio». In un altro, ancora più inquietante, avrebbe aggiunto: «Mi è piaciuto quello che ho fatto, lo voglio rifare». Parole che, se confermate, potrebbero rappresentare un tassello decisivo nella ricostruzione delle responsabilità.

L’indagine è partita dopo una serie anomala di decessi registrati nell’arco di pochi mesi, tutti avvenuti in circostanze simili: pazienti fragili, spesso soli, che non sono mai arrivati vivi a destinazione o che sono spirati poco dopo il ricovero. Le prime segnalazioni sono arrivate dagli stessi operatori sanitari, insospettiti dalla frequenza e dalla dinamica degli episodi.

Gli inquirenti stanno ora analizzando ogni dettaglio: turni, protocolli, testimonianze e soprattutto le intercettazioni, considerate un elemento chiave per comprendere se si sia trattato di un comportamento isolato o di un modus operandi ripetuto. La Croce Rossa, da parte sua, ha espresso “sgomento e piena collaborazione con la magistratura”, sospendendo immediatamente il giovane dalle sue funzioni.

La comunità locale è sotto shock. Familiari delle vittime e cittadini attendono risposte, mentre la Procura prosegue il lavoro per chiarire la dinamica dei fatti e accertare eventuali ulteriori responsabilità. Un caso che apre interrogativi profondi sulla tutela dei più fragili e sulla necessità di controlli ancora più rigorosi nei servizi di emergenza.

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