Mps boccia la fusione con Mediobanca: contrari oltre il 63% dei voti
L’assemblea del Monte dei Paschi di Siena respinge il progetto di aggregazione. L’amministratore delegato Lovaglio: "Non è il verdetto finale"
L’assemblea del Monte dei Paschi di Siena ha bocciato la proposta di fusione per incorporazione di Mediobanca. Il voto contrario ha raggiunto il 63,65% del capitale presente, mentre i favorevoli si sono fermati al 32,91%; gli astenuti sono stati il 3,42%. Per approvare la delibera sarebbe stata necessaria una maggioranza dei due terzi.
Il risultato segna una battuta d’arresto per il progetto di integrazione tra i due istituti, al centro di una partita finanziaria e societaria di grande rilievo per il sistema bancario italiano.
L’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, ha invitato a non considerare conclusa la vicenda: «Non è il verdetto finale, c’è una lunga strada tra la decisione di oggi e l’obiettivo dichiarato». Prima del voto aveva riconosciuto la difficoltà dei numeri, anche alla luce della posizione assunta da alcuni azionisti rilevanti.
La bocciatura apre interrogativi sul futuro del piano di aggregazione e sulle strategie dei principali soci. Il risultato assembleare rende necessario valutare quali alternative possano essere perseguite e se esistano le condizioni per riaprire il confronto sul progetto.
La partita resta quindi aperta sul piano finanziario, mentre il voto ha chiarito che, allo stato, non c’è una maggioranza sufficiente per procedere alla fusione nei termini sottoposti all’assemblea.