Pornhub si apre al “safe for work”: gaming, musica e cucina accanto ai contenuti per adulti
Il più visitato sito per adulti al mondo invita i creator a caricare video di ogni genere. Dietro la svolta, la ricerca di nuovo pubblico e la pressione delle restrizioni sul web
Pornhub cambia volto, almeno in parte. La piattaforma ha chiesto ai creator, sia del mondo adulti sia generalisti, di pubblicare qualsiasi tipo di video: dalle partite ai videogiochi ai tutorial di cucina, dai racconti di viaggio alle playlist musicali. I contenuti non espliciti saranno resi più visibili nelle ricerche, nei suggerimenti, nelle categorie e in Shorties, il feed di clip verticali.
A motivare la scelta sono i dati del report Year in Review 2025, diffuso a ottobre: in dodici mesi le ricerche di podcast sono salite del 327%, quelle di gaming del 283%, quelle di musica del 62%. Cresce anche l’uso del termine “SFW” (safe for work), con un +114%. Segnali, secondo la piattaforma, di una domanda di video fruibili anche fuori dalla sfera sessuale.
Non è la prima volta che il sito ospita materiale insolito. Nel 2014, dopo il 7-1 della Germania sul Brasile ai Mondiali, gli utenti caricarono così tante repliche della partita da costringere Pornhub a chiedere di smettere. Allora si trattava di goliardate; oggi, invece, la svolta è strutturale.
Per le performer già presenti, l’iniziativa è un modo di mostrare altri aspetti di sé: alcune attrici hanno già pubblicato video in cui giocano o cucinano. Per i creator “mainstream” è un canale in più per raggiungere spettatori, monetizzare e indirizzare il pubblico verso altri profili o abbonamenti.
Nessun ripensamento etico, però: si tratta di una mossa di marketing. Più visibilità significa più guadagni, ma anche un modo per fronteggiare le restrizioni sui contenuti, le sospensioni degli account e le norme sulla verifica dell’età introdotte in un numero crescente di Paesi, Italia compresa, dove a un anno dal debutto l’applicazione resta limitata. Offrire contenuti SFW permette di diversificare l’offerta e di aggirare i limiti di visibilità di un panorama digitale sempre più complesso.