Manovra, Tajani avverte: "Punire chi produce ricchezza sarebbe un errore"
Il vicepremier difende il contributo richiesto a banche, assicurazioni ed energia, ma chiede equilibrio fiscale
La manovra economica continua ad alimentare il confronto politico e sociale. Il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, in un'intervista a Milano Finanza definisce la legge di bilancio «seria e responsabile», ma mette in guardia dal rischio di penalizzare le imprese e chi produce ricchezza.
Al centro del dibattito ci sono i contributi richiesti ai settori bancario, assicurativo ed energetico, per un valore complessivo indicato in circa 5 miliardi di euro. «Gli utili non sono una colpa», afferma Tajani, precisando che Forza Italia non ha una posizione punitiva nei confronti delle banche. Secondo il vicepremier, è giusto chiedere un contributo maggiore a chi ha più risorse, ma senza compromettere la capacità degli istituti di sostenere famiglie e imprese.
Tajani rivendica inoltre la tutela prevista per le banche di prossimità, gli istituti più piccoli e le fondazioni bancarie, sottolineando la necessità di distribuire il carico fiscale con equilibrio.
Di segno diverso la valutazione della Caritas, che critica una manovra caratterizzata, secondo l'organizzazione, da interventi frammentati e temporanei e dalla mancanza di un'effettiva equità fiscale.
Dura anche la presa di posizione del Movimento 5 Stelle. La senatrice Barbara Floridia accusa il governo di penalizzare la scuola pubblica: secondo quanto denunciato, il testo della manovra prevederebbe un taglio di circa 7mila posti nell'organico scolastico.
Il confronto si concentra così sulle coperture della legge di bilancio e sulle conseguenze delle misure per imprese, famiglie e servizi pubblici.