Italiano arrestato negli Stati Uniti: “Vendeva munizioni alla Russia”

Il commerciante altoatesino Manfred Gruber si dichiara colpevole. FBI: “Ha messo a rischio numerose vite in Ucraina”

A cura di Glauco Valentini Redazione
10 aprile 2026 11:18
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Il commerciante d’armi altoatesino Manfred Gruber, 61 anni, si trova detenuto in un carcere federale negli Stati Uniti con l’accusa di aver esportato illegalmente munizioni di fabbricazione americana verso la Russia, aggirando le restrizioni internazionali attraverso una triangolazione con il Kirghizistan.

Secondo quanto comunicato dal Dipartimento di Giustizia statunitense, Gruber avrebbe organizzato spedizioni per un valore complessivo di 540.000 dollari, utilizzando società di comodo e documentazione falsificata per nascondere la destinazione finale del materiale bellico.

Durante la prima udienza davanti alla corte federale di Brooklyn, il cittadino italiano si è dichiarato colpevole delle accuse di esportazione illegale e violazione delle normative sul controllo delle armi. La sentenza è attesa nei prossimi mesi.

Le autorità americane ritengono che le munizioni siano state reindirizzate in Russia per sostenere l’offensiva militare in Ucraina. L’FBI ha definito l’operazione “un contributo diretto a un conflitto che ha già causato migliaia di vittime”, sottolineando che Gruber “ha messo a rischio numerose vite” fornendo supporto logistico alla macchina bellica russa.

Un presunto socio kirghiso coinvolto nello stesso schema, già arrestato in precedenza, è stato condannato a 39 mesi di reclusione per il ruolo nella rete di esportazione illegale.

Il caso si inserisce nel quadro delle indagini statunitensi sulle violazioni delle sanzioni internazionali contro Mosca, con particolare attenzione ai traffici di componenti militari e munizionamento che potrebbero alimentare il conflitto in corso.

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