Iran, stallo con gli Usa: “Senza accordo nulla cambia a Hormuz”

Scontro su nucleare, stretto strategico e asset congelati. Nuovi negoziati lontani, cresce la tensione in Medio Oriente

A cura di Glauco Valentini Redazione
12 aprile 2026 12:57
Iran, stallo con gli Usa: “Senza accordo nulla cambia a Hormuz” - © Ansa
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Dopo il fallimento dei colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad, Teheran alza il tono e chiarisce di non avere alcuna urgenza nel tornare al tavolo negoziale. Secondo una fonte informata citata dall’agenzia Fars, vicina alle Guardie Rivoluzionarie, “senza un accordo ragionevole da parte degli Stati Uniti, la situazione nello Stretto di Hormuz non subirà cambiamenti”.

Il messaggio è netto: per l’Iran, ogni possibile evoluzione nella gestione del cruciale passaggio marittimo — attraverso cui transita una quota significativa del petrolio mondiale — resta vincolata a concessioni americane. Sul tavolo, infatti, rimangono questioni altamente sensibili come il programma nucleare iraniano, l’arricchimento dell’uranio e lo sblocco degli asset finanziari congelati.

A confermare la distanza tra le parti è stato anche il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Baghaei, che ha attribuito il fallimento dei colloqui alle “richieste eccessive degli Stati Uniti”, in particolare proprio su Hormuz e sul dossier nucleare. Una posizione che trova riscontro anche nelle ricostruzioni della stampa internazionale, secondo cui i principali nodi negoziali restano irrisolti.

Intanto, dagli Stati Uniti arrivano segnali tutt’altro che distensivi. Donald Trump ha rilanciato sui social un articolo che ipotizza un possibile blocco navale del Golfo come misura di pressione nei confronti di Teheran, nel caso in cui non si raggiunga un’intesa. Un’ipotesi che, se confermata, rischierebbe di aggravare ulteriormente le tensioni nella regione.

Il quadro mediorientale resta infatti altamente instabile. In Libano, almeno undici persone sono morte a seguito di nuovi raid israeliani nel sud del Paese, in un’escalation che contribuisce a rendere ancora più fragile l’equilibrio dell’area.

Con le posizioni ancora distanti e l’assenza di un calendario per nuovi incontri, la prospettiva di una soluzione diplomatica appare al momento lontana, mentre cresce il timore di un ulteriore deterioramento della situazione geopolitica.

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