Indagine sulla società dei Caroccia: i pm contestano l’uso di fondi del clan Senese

Dagli atti della DDA emergono ipotesi di riciclaggio e intestazione fittizia. A metà settimana gli interrogatori

A cura di Glauco Valentini Redazione
30 marzo 2026 16:10
Indagine sulla società dei Caroccia: i pm contestano l’uso di fondi del clan Senese -
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L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma sulla società Le 5 Forchette porta alla luce un quadro accusatorio pesante: secondo gli atti, Mauro e Miriam Caroccia avrebbero trasferito e reinvestito nella società proventi delle attività illecite del clan camorristico dei Senese. Le contestazioni riguardano i reati di riciclaggio e intestazione fittizia di beni, aggravati dall’aver agito – secondo l’accusa – per agevolare un’associazione di stampo mafioso.

Il ruolo della società e i legami con Delmastro

Le 5 Forchette, la Srl che gestiva anche la “Bisteccheria d’Italia” in via Tuscolana, ha avuto tra i suoi soci l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, che ha ceduto le quote dopo l’emergere delle vicende giudiziarie. Gli inquirenti ritengono che la società potesse fungere da canale per reinvestire capitali illeciti e consolidare la presenza del clan sul territorio attraverso attività economiche formalmente lecite.

Le accuse della Procura

Secondo l’impianto accusatorio, nel dicembre 2024 i Caroccia avrebbero immesso nella Srl fondi provenienti dal clan Senese, contribuendo – sempre secondo gli atti – a rafforzarne il controllo economico e a riciclare capitali accumulati nel tempo. Mauro Caroccia sta già scontando una condanna definitiva a quattro anni per reati di stampo mafioso, mentre la figlia Miriam risulta azionista della società.

La linea difensiva

La difesa dei Caroccia respinge ogni addebito, sostenendo che nessuna somma riconducibile alla camorra sarebbe mai transitata nella società e che la famiglia Senese non avrebbe avuto alcun ruolo nella gestione o nelle operazioni societarie.

I prossimi passi dell’indagine

Sono fissati per metà settimana i primi interrogatori davanti ai pm della DDA di piazzale Clodio. Saranno ascoltati sia Mauro sia Miriam Caroccia, chiamati a chiarire la provenienza dei fondi e la gestione della società nel periodo contestato.

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