Il Papa non arretra: "Nessuna paura di Trump, basta guerre"
"Non ho paura di lui": dura replica del Pontefice alle critiche del tycoon americano. La CEI esprime rammarico, mentre la politica italiana si compatta nel sostegno
È arrivata durante il volo papale verso l’Africa la risposta del Pontefice all’inedito e duro attacco lanciato da Donald Trump. Parole ferme, senza spazio a mediazioni: «Non ho paura di Trump e non faccio un dibattito con lui, basta guerre», ha dichiarato il Papa, chiudendo ogni possibilità di confronto diretto e rilanciando invece un messaggio universale contro i conflitti.
La presa di posizione del Pontefice ha immediatamente suscitato reazioni nel mondo ecclesiastico. La Conferenza Episcopale Italiana ha espresso “rammarico” per i toni utilizzati nei confronti del Santo Padre, ribadendo la necessità di mantenere “rispetto per il Papa” e per il suo ruolo morale a livello globale.
Sul fronte politico italiano, la risposta è stata compatta. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato l’importanza del messaggio lanciato dal Pontefice, dichiarandosi certo “che nessuno resterà indifferente all’appello di pace”. Un invito, il suo, che richiama la responsabilità della comunità internazionale in un momento segnato da tensioni e crisi.
Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha auspicato una “composizione dei conflitti”, pur mantenendo toni più istituzionali che hanno suscitato critiche da parte dell’opposizione, che li ha giudicati troppo “tiepidi”.
Più diretto il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha commentato senza mezzi termini: “Attaccare il Papa non è intelligente”.
Dura la reazione delle forze di opposizione, che hanno condannato apertamente le dichiarazioni del tycoon americano, definendole “attacchi inqualificabili”. Una presa di posizione netta che riflette la sensibilità del contesto internazionale e il ruolo simbolico del Pontefice come voce di pace.
Lo scontro, che segna un episodio senza precedenti recenti nei rapporti tra un ex presidente degli Stati Uniti e il Vaticano, rischia ora di avere ripercussioni anche sul piano diplomatico, mentre cresce l’attenzione globale attorno agli appelli contro la guerra lanciati dalla Santa Sede.