Il Ministero manda gli ispettori alla Biennale: nel mirino il rientro del Padiglione russo
Funzionari del MiC in arrivo a Venezia alla vigilia dell'Esposizione d'arte. Sotto esame la decisione della Giuria di escludere Russia e Israele dai premi per ragioni politiche
Il Ministero della Cultura ha disposto l'invio di ispettori alla Biennale di Venezia. L'obiettivo, secondo quanto si apprende, è acquisire informazioni in merito alla possibile riapertura del Padiglione russo in occasione della prossima Esposizione internazionale d'arte, al via il 9 maggio.
«La decisione della Giuria di escludere Russia e Israele dai premi ha innescato la reazione del governo italiano.»
I funzionari del MiC sono già in viaggio verso la laguna. All'origine del nuovo intervento ministeriale vi sarebbe la recente deliberazione della Giuria internazionale della Biennale, che ha scelto di escludere dalla competizione Russia e Israele, motivando la decisione con il fatto che entrambi i paesi sono guidati da leader accusati di crimini contro l'umanità.
Una presa di posizione che ha suscitato immediate reazioni istituzionali. Il MiC, ente vigilante sulla fondazione veneziana, ha avviato un'ispezione per fare chiarezza sia sulle modalità di gestione della manifestazione sia, più nel dettaglio, sull'eventuale reintegro del padiglione russo — chiuso dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022 — nell'edizione in corso.
La Biennale Arte 2026 si preannuncia dunque come un terreno di scontro non soltanto culturale, con la sovrapposizione tra logiche artistiche e pressioni diplomatico-politiche che rischia di proiettare la sua ombra su una delle vetrine più prestigiose dell'arte contemporanea mondiale.