Francia si astiene sulla risoluzione ONU: “No a una gerarchia delle atrocità”

Parigi motiva la decisione sul riconoscimento della tratta degli schiavi come crimine più grave contro l’umanità

A cura di Glauco Valentini Redazione
25 aprile 2026 07:59
Francia si astiene sulla risoluzione ONU: “No a una gerarchia delle atrocità” -
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La Francia ha deciso di astenersi dal voto su una risoluzione delle Nazioni Unite che propone di qualificare la tratta degli schiavi africani come il crimine più grave contro l’umanità. Una scelta che ha suscitato attenzione e dibattito a livello internazionale, soprattutto per le motivazioni espresse dal governo francese.

A spiegare la posizione di Parigi è stato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, che ha sottolineato come la Francia rifiuti l’idea di stabilire una gerarchia tra crimini di tale portata. “Ci rifiutiamo di creare una gerarchia dei crimini contro l’umanità, di paragonare le sofferenze che queste atrocità continuano a causare ancora oggi”, ha dichiarato.

Secondo la linea espressa dal governo francese, riconoscere un crimine come “il più grave” rischierebbe di relativizzare o mettere in secondo piano altre tragedie storiche e contemporanee, anch’esse classificate come crimini contro l’umanità. Una posizione che mira a mantenere un approccio universale nella condanna di tutte le forme di atrocità.

La risoluzione, sostenuta da diversi Paesi, intendeva evidenziare il carattere unico e devastante della tratta degli schiavi africani, sia per l’ampiezza storica sia per le conseguenze durature sulle società colpite. Tuttavia, l’astensione francese riflette una sensibilità diplomatica che privilegia l’equivalenza morale tra i grandi crimini riconosciuti dal diritto internazionale.

Il dibattito resta aperto: da un lato, chi ritiene necessario attribuire un riconoscimento specifico a una tragedia storica di tale portata; dall’altro, chi, come la Francia, teme che ciò possa generare confronti impropri tra sofferenze umane difficilmente comparabili.

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