Morte avvelenate, Gianni Di Vita negativo alla ricina
Smentiti i sospetti iniziali: confermate le indiscrezioni emerse nelle settimane precedenti
Le analisi condotte sul sangue di Gianni Di Vita hanno escluso in modo definitivo la presenza di ricina nel suo organismo. L’uomo è il marito e padre di Sara e Antonella Di Ielsi, le due donne decedute nei giorni di Natale a Pietracatella a causa di una grave intossicazione riconducibile proprio alla sostanza tossica.
La notizia arriva da fonti investigative, che confermano quanto già trapelato nelle scorse settimane: Di Vita non sarebbe stato esposto alla ricina. Un elemento che potrebbe rivelarsi cruciale per l’evoluzione delle indagini, chiamate ora a chiarire le dinamiche che hanno portato alla morte delle due vittime.
Gli inquirenti continuano a lavorare per ricostruire con precisione i fatti e individuare eventuali responsabilità. Resta infatti da comprendere come e in quale contesto le due donne siano entrate in contatto con la sostanza, altamente letale anche in dosi minime.
Il caso, che ha scosso profondamente la comunità locale, resta al centro dell’attenzione investigativa, mentre si attendono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.