Frana di Niscemi, tredici indagati: nel mirino anche quattro ex presidenti della Regione
Disastro colposo e danneggiamento le ipotesi di reato. La Procura di Gela pronta a chiedere una rogatoria a Israele
Svolta nell’inchiesta sulla frana che il 25 gennaio ha devastato Niscemi, in provincia di Caltanissetta, trascinando a valle case, mezzi e lasciando decine di edifici sospesi nel vuoto. La Procura di Gela, guidata dal procuratore Fernando Asaro e dal sostituto procuratore Vella, ha iscritto tredici persone nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana.
Tra gli indagati figurano i presidenti della Regione siciliana in carica dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani. Secondo gli inquirenti, l’enorme smottamento potrebbe essere il risultato di una lunga catena di omissioni, ritardi o mancati interventi di messa in sicurezza in un’area da anni considerata fragile.
Il fascicolo, al momento contro ignoti per quanto riguarda l’esecuzione materiale degli atti contestati, si concentra sulla gestione del territorio e sulle responsabilità istituzionali. La Procura sarebbe inoltre pronta a inoltrare una rogatoria internazionale a Israele, legata a documentazione tecnica e rapporti che potrebbero risultare utili alla ricostruzione delle cause del disastro.
La frana ha provocato circa 1.500 sfollati, costretti ad abbandonare le proprie abitazioni in poche ore. Molti immobili risultano tuttora inagibili e l’area colpita resta presidiata dalla Protezione civile. Le indagini proseguono per chiarire se l’evento sia stato determinato esclusivamente da fattori naturali o se vi siano responsabilità amministrative e gestionali nella mancata prevenzione.