Decreto sicurezza è legge sul filo di lana: opposizione protesta e canta Bella Ciao
Accolte le modifiche richieste dal Colle
Il decreto sicurezza è legge, ma solo dopo un intervento correttivo sollecitato dal Quirinale. Il via libera definitivo è arrivato alla Camera sul filo di lana, con 162 voti favorevoli, 102 contrari e un astenuto, al termine di una seduta ad alta tensione politica.
Determinante, per sbloccare l’iter, l’approvazione parallela di un secondo decreto contenente le modifiche richieste dal Colle, adottato con un Consiglio dei ministri lampo. Il punto principale riguarda i rimpatri assistiti volontari: il contributo economico di 615 euro, inizialmente previsto per una platea più ristretta, viene ora esteso anche ad altre categorie, ampliando così i beneficiari della misura.
Lo scontro si è consumato anche in Aula, con l’opposizione che ha inscenato una protesta simbolica intonando Bella Ciao, alla vigilia delle celebrazioni del 25 aprile, da sempre accompagnate da polemiche politiche. Dai banchi della maggioranza è arrivata la replica, con alcuni deputati che hanno intonato l’Il Canto degli Italiani.