Crosetto sotto le bombe a Dubai: più di una figuraccia, il segnale di un’Italia irrilevante
Sorpreso all’estero mentre Usa e Israele attaccano l’Iran, il ministro della Difesa simbolo di un Paese che non viene più informato né ascoltato nei dossier che contano
A parlare è Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it: il caso di Guido Crosetto, rimasto a Dubai con la famiglia mentre Stati Uniti e Israele colpivano l’Iran e Teheran reagiva con missili nella regione, va oltre l’aneddoto imbarazzante. Non è solo una scena da commedia all’italiana: è il segnale di un’Italia che non pesa più negli equilibri mediorientali.
Il punto politico è semplice: se il ministro della Difesa non era stato informato, significa che Roma non era parte del giro che conta. Né i nostri servizi né il governo guidato da Giorgia Meloni erano al corrente di un’operazione preparata da alleati storici come Donald Trump e Benjamin Netanyahu.
E mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz sarebbe stato avvertito in anticipo, l’Italia – tradizionale interlocutore di Teheran e per anni ponte diplomatico nella regione – è rimasta fuori dal tavolo.
Il risultato, sostiene Cancellato, è un paradosso politico: nel momento in cui il governo rivendica rapporti privilegiati con Washington e Tel Aviv, il nostro ruolo in Medio Oriente si riduce a zero. E l’immagine che resta è quella di un ministro costretto a organizzare in fretta il rientro, mentre le decisioni vere si prendono altrove.
Più che una figuraccia personale, conclude il direttore di Fanpage, è la fotografia di un ridimensionamento strategico. E questa, per il Paese, è la notizia più amara.