Caso Pietracatella, nuova perizia sui campioni di sangue della famiglia avvelenata da ricina
La Procura di Larino ha affidato al Centro Antiveleni di Pavia un secondo incarico peritale. Due vittime, due superstiti: le indagini cercano ancora risposte
La Procura della Repubblica di Larino ha disposto un nuovo incarico peritale al Centro Antiveleni di Pavia nell'ambito delle indagini sull'avvelenamento da ricina che ha colpito una famiglia a Pietracatella, nel Molise. I nuovi accertamenti riguardano i campioni di sangue prelevati dai componenti del nucleo familiare coinvolto nella tragedia.
La vicenda aveva scosso profondamente la comunità locale: la madre e la figlia più piccola avevano perso la vita a causa dell'intossicazione, mentre il padre e la figlia maggiore erano riusciti a sopravvivere. La ricina — sostanza altamente tossica ricavata dai semi di ricino, per la quale non esiste un antidoto specifico — era stata individuata come causa del decesso delle due vittime.
Gli inquirenti, evidentemente non soddisfatti degli elementi acquisiti finora, hanno deciso di approfondire l'analisi biologica sui campioni ematici della famiglia. Il Centro Antiveleni di Pavia, struttura di riferimento nazionale per questo tipo di accertamenti, è già intervenuto in una fase precedente del procedimento.
Le indagini puntano a fare piena luce sulle modalità e sulle circostanze dell'avvelenamento, chiarendo in particolare perché due membri della stessa famiglia abbiano sviluppato un'intossicazione letale e due invece siano sopravvissuti.