Capolavoro Brignone: oro in supergigante a 10 mesi dal terribile infortunio

A Cortina la sciatrice valdostana conquista il titolo olimpico. “Incredibile, non pensavo di vincere”. Goggia fuori mentre era in testa: “Oggi è il giorno di Federica: onore a lei”

A cura di Glauco Valentini Redazione
12 febbraio 2026 13:06
Capolavoro Brignone: oro in supergigante a 10 mesi dal terribile infortunio - Federica Brignone © Ansa/Afp
Federica Brignone © Ansa/Afp
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Federica Brignone ce l’ha fatta davvero. A dieci mesi dal terribile infortunio che le aveva provocato la frattura del piatto tibiale, della testa del perone e la rottura del legamento crociato del ginocchio, la campionessa valdostana torna sull’Olympia delle Tofane e si prende l’unico trofeo che ancora mancava nella sua straordinaria carriera: l’oro olimpico in supergigante ai Giochi di Milano-Cortina 2026.

Un trionfo che arriva alla soglia dei 36 anni, a poco più di dodici mesi dalla vittoria in Coppa del mondo sulla stessa pista e nella stessa specialità. Una storia di resilienza, talento e determinazione che oggi trova il suo compimento più luminoso.

“Mi sentivo un’outsider, è stata la mia forza”

All’arrivo, Brignone fatica a trattenere l’emozione: “È incredibile, non pensavo di vincere. Oggi mi consideravo un’outsider, e forse è stata proprio questa la mia forza”, racconta con il sorriso di chi ha appena riscritto il proprio destino.

La sua discesa è stata un capolavoro di precisione e coraggio, costruita curva dopo curva con la maturità di chi conosce ogni segreto della pista e sa gestire la pressione dei grandi appuntamenti.

Goggia fuori mentre era in testa

La gara è stata segnata anche dall’uscita di Sofia Goggia, in quel momento al comando. La bergamasca, scivolata dopo un avvio fulminante, ha voluto rendere omaggio alla compagna di squadra: “Ai Giochi è così, può succedere. Ma oggi è il giorno di Federica: onore e merito a lei”, ha dichiarato con grande sportività.

Il coronamento di una carriera straordinaria

Con questo oro, Brignone completa una collezione già ricchissima: un argento e due bronzi olimpici, due ori e tre argenti mondiali, due Coppe del mondo generali e una lunga serie di successi in tutte le discipline tecniche e veloci.

Il titolo olimpico rappresentava l’ultimo tassello mancante, il sogno inseguito per una vita. Oggi, sull’Olympia delle Tofane, quel sogno è diventato realtà.

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