Bolzano punta il dito sui medici di Napoli: “Mancanze e criticità nell’espianto”
La madre del piccolo Domenico consegna ai Pm un’audio‑registrazione: nell’inchiesta ci sono già sette indagati
Bolzano accusa i medici di Napoli e segnala una serie di presunte irregolarità nella procedura di espianto e conservazione del cuore destinato al piccolo Domenico, il bimbo di due anni morto dopo un trapianto rivelatosi fatale. Le contestazioni emergono da una relazione inviata il 18 febbraio dal Dipartimento di Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia Autonoma di Bolzano al Ministero della Salute, un documento che mette in luce criticità nella gestione dell’organo e nell’utilizzo dell’eparina.
Secondo quanto riportato, la relazione evidenzierebbe passaggi non conformi alle procedure standard, sia nella fase di prelievo sia in quella di conservazione del cuore, poi trapiantato il 23 dicembre scorso. Proprio quel giorno, il cardiochirurgo che eseguì l’intervento avrebbe avuto una conversazione con la madre del bambino: un dialogo che la donna ha registrato e che questa mattina ha consegnato alla Procura come nuovo elemento d’indagine.
L’audio è ora al vaglio degli inquirenti, che stanno cercando di ricostruire ogni passaggio della catena di responsabilità. L’inchiesta, già complessa e delicata, conta al momento sette indagati tra medici e operatori coinvolti nelle diverse fasi del prelievo e del trapianto.