Biennale di Venezia, chiusi venti padiglioni contro Israele
Protesta tra Giardini e Arsenale: “Sciopero dei lavoratori della cultura contro il Padiglione israeliano e il genocidio in Palestina”
Alla Biennale di Venezia una ventina di padiglioni nazionali tra Giardini e Arsenale hanno annunciato la chiusura in segno di protesta contro la presenza del Padiglione israeliano. L’iniziativa, definita “anti Israele”, è stata resa nota dal canale Telegram Global Project.
Secondo quanto comunicato, i padiglioni resteranno chiusi nell’ambito di uno “sciopero di lavoratrici e lavoratori della cultura contro la presenza del Padiglione israeliano e il genocidio ancora in corso in Palestina”.
Finora, nell’elenco dei Paesi aderenti risultano Austria, Belgio, Egitto, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia, Finlandia, Olanda, Irlanda, Qatar, Malta, Cipro, Ecuador, Regno Unito e altri partecipanti in via di adesione.
La protesta si inserisce nel clima di tensione internazionale legato al conflitto in Medio Oriente e riporta il dibattito politico anche all’interno della principale manifestazione artistica italiana.