Ben Gvir sul Monte del Tempio, nuova sfida allo status quo

Il ministro della Sicurezza Nazionale prega sulla Spianata delle Moschee, violando lo status quo. Crescono le condanne internazionali

A cura di Glauco Valentini Redazione
12 aprile 2026 16:07
Ben Gvir sul Monte del Tempio, nuova sfida allo status quo - © Ansa
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Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha compiuto una nuova e controversa visita sul Monte del Tempio, pregando apertamente nell’area della Spianata delle Moschee e dichiarando in un video diffuso dal Times of Israel: «Oggi mi sento il padrone di casa. Continuo a sollecitare il primo ministro a fare sempre di più. Dobbiamo andare ancora oltre, sempre più in alto».

Il gesto rappresenta una violazione dello status quo che da decenni regola l’accesso al sito: gli ebrei possono visitare il complesso, ma non pregare, poiché l’area è amministrata dal Waqf giordano, un ente religioso musulmano. Ben Gvir rivendica da tempo il diritto di preghiera per gli ebrei sul luogo, considerato il più sacro dell’ebraismo e il terzo dell’Islam. Le sue precedenti visite avevano già provocato dure reazioni nel mondo arabo, e anche questa volta non sono mancate condanne da parte di autorità giordane e palestinesi.

La presenza del ministro, accompagnato dal rabbino Elisha Wolfson, arriva in un momento di forte tensione regionale. Le sue parole, che auspicano un rafforzamento della sovranità israeliana sul sito, alimentano il timore di una possibile modifica delle regole che governano l’area, un tema che in passato ha scatenato proteste e violenze. Funzionari giordani hanno definito la visita una «provocazione inaccettabile», mentre esponenti palestinesi parlano di «linea rossa superata».

La nuova incursione di Ben Gvir riporta così al centro del dibattito internazionale uno dei luoghi più sensibili del Medio Oriente, dove religione e politica si intrecciano in un equilibrio fragile, costantemente esposto al rischio di escalation.

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