Witkoff in volo verso Islamabad

Hegseth avverte Teheran: “Un accordo o colpiremo di nuovo”. Araghchi atteso in Pakistan. Tensione con Londra e Madrid per la mancata adesione al conflitto

A cura di Glauco Valentini Redazione
24 aprile 2026 19:23
Witkoff in volo verso Islamabad  - © Ansa
© Ansa
Condividi

La crisi mediorientale si sposta nuovamente sul terreno diplomatico. L’inviato statunitense Steve Witkoff è in viaggio verso Islamabad, dove nelle prossime ore dovrebbe incontrare la delegazione iraniana per un nuovo tentativo di negoziato. A guidare la missione di Teheran sarà il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, anch’egli diretto in Pakistan.

Non parteciperà invece ai colloqui il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che si ritira dal processo negoziale a causa di dissidi interni emersi nelle ultime settimane. Una scelta che, secondo fonti diplomatiche, potrebbe complicare la coesione della posizione iraniana al tavolo.

A Washington, intanto, i toni restano duri. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ribadito che l’Iran “ha la possibilità di fare un buon accordo” ma, in caso contrario, gli Stati Uniti “colpiranno di nuovo”. Una linea di fermezza che conferma l’approccio adottato dall’amministrazione nelle fasi più recenti del conflitto.

Sul fronte internazionale si apre però un nuovo fronte di tensione: la Casa Bianca starebbe valutando una “vendetta diplomatica” contro Londra e Madrid, accusate di non avere sostenuto l’intervento americano in Iran. Tra le ipotesi allo studio figurano la sospensione della Spagna dalla NATO e un possibile cambio di posizione statunitense sulle rivendicazioni britanniche sulle Falkland, un tema storicamente sensibile per il Regno Unito.

Hegseth ha inoltre inviato un messaggio diretto agli alleati europei, dichiarando che è “finito il tempo della protezione gratis” e definendo “chiacchiere” i colloqui in corso su Hormuz tra Francia e Regno Unito. Parole che rischiano di incrinare ulteriormente i rapporti transatlantici proprio mentre la crisi richiederebbe una linea comune.

Con Witkoff e Araghchi attesi a Islamabad, la diplomazia prova a riaccendere un canale di dialogo. Ma il contesto internazionale appare più frammentato che mai, e il margine per un’intesa sembra sempre più stretto.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Altainforma