Voleva far sparire l’ex fidanzata, incarica i sicari e offre 20mila euro

Fermato il presunto mandante del femminicidio

A cura di Glauco Valentini Redazione
30 luglio 2026 16:58
Voleva far sparire l’ex fidanzata, incarica i sicari e offre 20mila euro -
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Un femminicidio su commissione è stato sventato dall’intervento dei carabinieri di Caserta e della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che hanno eseguito cinque provvedimenti di fermo nei confronti di persone ritenute coinvolte nella pianificazione dell’omicidio di una donna residente nell’area napoletana.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il presunto mandante avrebbe incaricato un gruppo criminale di eliminare l’ex compagna, mettendo a disposizione 20mila euro per portare a termine il delitto. Il progetto, emerso attraverso le intercettazioni, sarebbe stato fermato prima della sua esecuzione grazie all’intervento urgente degli inquirenti.

Il piano: sequestro, omicidio e occultamento del corpo

Dalle indagini sarebbe emerso un progetto già in fase avanzata. Gli indagati avrebbero predisposto veicoli con targhe clonate e telefoni dedicati esclusivamente all’organizzazione dell’azione criminale.

Secondo l’accusa, la donna sarebbe dovuta essere sequestrata e condotta in un luogo isolato, dove sarebbe stata uccisa e successivamente fatta sparire. Agli esecutori sarebbero state fornite informazioni personali, fotografie e dettagli utili per agevolare l’agguato.

Gli investigatori hanno deciso di intervenire prima che il piano potesse essere portato a termine, disponendo un provvedimento precautelare nei confronti dei presunti responsabili.

L’inchiesta della Dda: ipotesi di tentato omicidio aggravato

Le persone fermate sono accusate, a vario titolo, di tentato omicidio pluriaggravato, anche con l’ipotesi dell’aggravante mafiosa. Il giudice ha disposto per gli indagati la misura cautelare del carcere.

L’indagine ha inoltre fatto emergere altri episodi ritenuti intimidatori, tra cui due raid con colpi d’arma da fuoco avvenuti nei mesi scorsi contro l’abitazione di un imprenditore e un’attività riconducibile alla famiglia di un amministratore locale.

Gli investigatori stanno valutando anche un possibile collegamento con la gestione di un bene confiscato alla criminalità organizzata e con alcune iniziative di riqualificazione avviate sul territorio.

Nel corso dell’attività investigativa sono state raccolte anche informazioni fornite da una giornalista sotto scorta, considerate utili per ricostruire il contesto e i possibili moventi alla base delle intimidazioni.

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