"Vogliamo solo la verità": lo strazio delle famiglie per i morti sospetti in ambulanza

Mistero in ambulanza: telecamere nascoste e farmaci letali, l’inchiesta sui 5 decessi

A cura di Glauco Valentini Redazione
04 marzo 2026 08:07
"Vogliamo solo la verità": lo strazio delle famiglie per i morti sospetti in ambulanza -
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Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulle morti avvenute durante alcuni trasporti sanitari in ambulanza. Un operatore di 27 anni della Croce Rossa Italiana è indagato per omicidio volontario continuato aggravato dalla premeditazione e dall’uso di sostanze venefiche o mezzi insidiosi. Al giovane vengono contestati cinque decessi di pazienti anziani, tutti avvenuti durante tragitti verso strutture ospedaliere per interventi inizialmente classificati come non gravi.

L’indagine, coordinata dal procuratore Enrico Luigi Tito Cieri e dal sostituto Andrea Marchini, è condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Forlì con il supporto dei Nas. La Croce Rossa ha sospeso l’operatore in via cautelativa.

Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori, uno in particolare: durante un trasporto l’indagato avrebbe chiesto al collega di mettersi alla guida per potersi spostare nel vano sanitario. Anche in quel caso il paziente morì poco dopo. Per chiarire il presunto modus operandi, i militari avevano installato una telecamera nascosta sull’ambulanza, ma il dispositivo sarebbe stato scoperto.

La difesa, affidata all’avvocato Gloria Parigi, respinge ogni accusa. Il 27enne ha chiesto di essere interrogato e ha consegnato documentazione a sostegno della propria versione.

Nel frattempo i legali di una delle vittime, una donna di 85 anni deceduta a novembre, parlano di accertamenti anomali: sul corpo sono state disposte due autopsie, di cui una giudiziaria. “Siamo sconvolti, vogliamo solo la verità”, ha dichiarato il figlio della donna, esprimendo fiducia nel lavoro della Procura di Forlì.

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