Vertice Nato di Ankara: Trump rompe il fronte alleato, addio al cessate il fuoco con l'Iran
Il presidente Usa attacca in sequenza Groenlandia, Spagna, Italia e la stessa Alleanza atlantica, mentre nella notte i raid americani colpiscono oltre 80 obiettivi iraniani
Giornata di tensione al vertice Nato in corso nella capitale turca, dove Donald Trump ha scelto la linea dello scontro aperto su più fronti. Il presidente americano è tornato a bersagliare l'Iran, definendolo "malato" e "bugiardo", e ha confermato che il cessate il fuoco tra Washington e Teheran è ormai superato dopo i bombardamenti Usa della notte scorsa, che secondo le prime ricostruzioni avrebbero colpito oltre ottanta obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz.
Ma le frizioni non si sono fermate al dossier mediorientale. Davanti al segretario generale della Nato Mark Rutte, Trump ha allargato il fronte polemico investendo direttamente gli alleati occidentali. Sulla Groenlandia ha ribadito che si tratta di "un grande problema" per Washington, tornando così su un dossier già caro alla sua amministrazione. Ha poi puntato il dito contro l'Alleanza nel suo complesso, lamentando gli ingenti investimenti sostenuti dagli Stati Uniti negli ultimi dieci anni per la difesa europea e denunciando un trattamento che considera iniquo nei confronti di Washington.
Il bersaglio più duro è stata però la Spagna, definita da Trump un alleato inaffidabile, con toni che parlano apertamente di rapporti commerciali ormai chiusi. Il presidente ha aggiunto che anche altri Paesi non brillerebbero per collaborazione, ma ha indicato Madrid come il caso più critico.
Non è mancata infine una nuova stoccata all'Italia, già bersaglio di critiche in passato per le scelte relative alle proprie basi militari, giudizio che Trump ha ribadito senza attenuazioni ad Ankara.
Il vertice prosegue tra le reazioni degli alleati europei, mentre cresce la preoccupazione per una nuova escalation nel Golfo dopo la rottura della tregua con Teheran.