Vaticano, stop ai tagli Covid: Leone XIV restituisce lo stipendio pieno ai cardinali
Con un motu proprio il Pontefice abroga le misure di austerity volute da Francesco nel 2021. Decurtazioni cancellate dal 1° settembre, ma senza effetto retroattivo
Papa Leone XIV ha revocato le misure di contenimento salariale introdotte da Francesco durante la pandemia, restituendo lo stipendio pieno a cardinali e vertici della Curia romana.
Con una Lettera apostolica in forma di motu proprio, il Pontefice ha abrogato il provvedimento "Un futuro sostenibile", firmato da Bergoglio il 23 marzo 2021 per far fronte al disavanzo causato dall'emergenza sanitaria. Quel documento aveva imposto una riduzione del 10% per i cardinali, dell'8% per i superiori della Curia dei livelli C e C1 e del 3% per chierici e religiosi, oltre al blocco degli scatti di anzianità biennali.
Nel testo, Leone XIV spiega che quelle misure erano state necessarie per affrontare la sfida straordinaria della pandemia, ma che oggi possono essere superate, nella fiducia che le istituzioni vaticane sapranno comunque garantire la sostenibilità economica con strumenti diversi. Un primo passo era già stato compiuto nel giugno 2025, con l'abrogazione parziale dell'articolo 3 del testo di Francesco.
L'abrogazione decorre dal 1° settembre 2026 e arriva dopo il parere della Segreteria per l'Economia. Il provvedimento precisa però che non si tratta di una cancellazione retroattiva: restano acquisiti gli effetti prodotti durante i cinque anni di applicazione della norma, compresa la sospensione degli scatti biennali, che non verranno recuperati.