Valditara difende gli studenti di Cesena: "'Italia agli italiani' è frase condivisibile"

Il ministro dell'Istruzione al question time sul caso del liceo Monti: ispettori al lavoro per verificare le sanzioni dopo lo striscione esposto a fine anno scolastico

A cura di Glauco Valentini Redazione
15 luglio 2026 19:15
Valditara difende gli studenti di Cesena: "'Italia agli italiani' è frase condivisibile" - Valditara © Ansa
Valditara © Ansa
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Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è tornato a parlare del caso dello striscione con la scritta "L'Italia agli italiani" esposto lo scorso giugno da due studenti del liceo classico Vincenzo Monti di Cesena, intervenendo al question time alla Camera. Il ministro ha aperto il suo intervento dichiarando che l'affermazione non solo non ha nulla di censurabile, ma è senz'altro condivisibile perché comprende tutti i cittadini del Paese. Ha aggiunto che si tratta di una frase più volte ripetuta dai movimenti politici che compongono l'attuale maggioranza di governo.

I due studenti, esponendo lo striscione dalla finestra dell'istituto durante la festa di fine anno scolastico, hanno ricevuto un sei in condotta. Tra i provvedimenti disciplinari, il Consiglio di classe ha assegnato loro un elaborato da presentare prima degli esami di maturità, oltre a un approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio "Gli africani siamo noi".

Dopo le decisioni del Consiglio di classe, Valditara ha avviato una verifica, tuttora in corso, con l'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia-Romagna, con l'invio di ispettori nell'istituto. Il ministro ha chiarito l'obiettivo dell'accertamento: stabilire se il Consiglio di classe, nell'assegnare l'approfondimento sulle leggi razziali, sia stato in qualche modo condizionato dalla vicenda dello striscione esposto. Valditara ha avvertito che, qualora emergesse un collegamento tra il contenuto dell'elaborato critico e l'espressione usata nello striscione, anziché con una violazione delle regole di condotta scolastica, si tratterebbe di un episodio grave, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti.

Il ministro ha inoltre ribadito un principio più generale, ricordando che in nessun caso può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni, quando non in contrasto con le libertà altrui, e che lo stesso statuto delle studentesse e degli studenti stabilisce che non si può punire un ragazzo per il suo pensiero politico.

Il caso, sollevato in Aula da un'interrogazione dei deputati di Futuro Nazionale, resta ora nelle mani degli ispettori dell'Ufficio scolastico regionale, il cui esito determinerà gli sviluppi della vicenda.

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