Usa-Iran, segnali di intesa ma Teheran frena: “L’accordo non è imminente”
Rubio lancia l’aut aut: “Serve una buona intesa o valuteremo altre soluzioni”. Possibile nuovo round di colloqui il 5 giugno a Islamabad
Proseguono senza sosta i negoziati tra Stati Uniti e Iran nel tentativo di raggiungere un accordo che possa favorire la fine della guerra, la riapertura dello Stretto di Hormuz e garantire la sicurezza richiesta da Israele.
Da Teheran arrivano segnali di cauta apertura. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghei, ha dichiarato che nel corso dei colloqui sono state raggiunte intese su diversi punti, pur sottolineando che “un accordo non è imminente”. Baghei ha inoltre precisato che l’obiettivo prioritario dell’Iran resta “porre fine alla guerra” e che il dossier nucleare non sarebbe ancora stato affrontato direttamente nelle trattative.
Più netta la posizione degli Stati Uniti. Il segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito che Washington punta a ottenere “una buona intesa”, avvertendo però che, in assenza di risultati concreti, gli Usa potrebbero prendere in considerazione “altre opzioni”.
Secondo fonti diplomatiche, un nuovo round di colloqui potrebbe svolgersi il prossimo 5 giugno a Islamabad, nel caso in cui le parti riescano ad avvicinarsi rapidamente alla firma di un accordo preliminare.