Usa Iran, oggi i colloqui tra tensioni e minacce
Israele: “Nessuna tregua con Hezbollah”. Pressioni incrociate alla vigilia del vertice di Islamabad
Si apre oggi a Islamabad un delicato round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, preceduto da ore di forte tensione diplomatica e da dichiarazioni incrociate che lasciano intravedere un negoziato complesso e carico di incognite. Alla vigilia dell’incontro, il clima resta teso sia sul piano politico sia su quello militare, con minacce e condizioni poste da entrambe le parti.
Da Washington, il presidente Donald Trump ha attaccato duramente Teheran, accusando il regime iraniano di non rispettare gli accordi e di contribuire allo stallo nello Stretto di Hormuz, area strategica per il traffico energetico globale. Il tycoon ha inoltre lanciato un monito esplicito, ventilando la possibilità di nuovi raid militari nel caso in cui non si raggiunga un’intesa. “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”, ha dichiarato, aggiungendo che gli Stati Uniti non accetteranno alcuna forma di “pedaggio” sul transito nello stretto.
A guidare la delegazione americana è il vicepresidente J.D. Vance, che ha ribadito la linea dura di Washington: “Non ci prendano in giro”, ha affermato, sottolineando la necessità di risultati concreti dai negoziati.
Dal lato iraniano, la posizione resta altrettanto rigida. Teheran ha posto condizioni preliminari chiare per l’avvio di un dialogo costruttivo: un cessate il fuoco immediato in Libano e lo sblocco degli asset finanziari iraniani congelati all’estero. Solo dopo questi passi, sostengono le autorità iraniane, sarà possibile entrare nel merito delle trattative.
La delegazione di Teheran, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, è giunta ieri sera nella capitale pakistana, trasformata per l’occasione in una città blindata, con misure di sicurezza rafforzate per evitare incidenti e garantire lo svolgimento dei colloqui.
Nel frattempo, il contesto regionale resta incandescente. Israele ha escluso qualsiasi apertura sul fronte libanese, dichiarando che non discuterà di una tregua con Hezbollah nell’ambito dei colloqui indiretti con il Libano. Una posizione che rischia di complicare ulteriormente il quadro negoziale e di influenzare indirettamente anche il dialogo tra Stati Uniti e Iran.
Il vertice di Islamabad si presenta dunque come un passaggio cruciale, ma dall’esito tutt’altro che scontato, in un momento in cui gli equilibri in Medio Oriente appaiono sempre più fragili e interconnessi.