Avvelenamento di madre e figlia a Campobasso: nuovi interrogatori, il legale del padre si ritira
L’avvocato Arturo Messere lascia la difesa di Gianni Di Vita. La Procura prosegue gli accertamenti sul duplice omicidio: ricina nel sangue delle vittime, ascoltati familiari e conoscenti
L’avvocato Arturo Messere ha rinunciato alla difesa di Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne morte avvelenate a Campobasso a fine dicembre, parlando di “motivi contingenti”. Al suo posto subentra l’avvocato Vittorino Facciolla, esponente del Partito democratico, lo stesso a cui Di Vita è stato legato in passato.
La Procura di Larino indaga per duplice omicidio premeditato dopo il ritrovamento di ricina nel sangue di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi. Gli inquirenti stanno ascoltando tutte le persone presenti nei giorni precedenti al Natale, compresi il padre e la figlia maggiore Alice, unica a non aver manifestato sintomi. Sotto esame anche la cena del 24 dicembre, con circa 15 partecipanti. L’attenzione resta concentrata sulle ore del 23 dicembre, quando in casa erano presenti solo i genitori e la figlia minore.