Usa-Iran, nuovo round di negoziati tra minacce e tensioni

Trump alza la pressione: “Accordo entro mercoledì o riprenderanno i bombardamenti”. Teheran risponde: “Non ci piegheremo”

A cura di Glauco Valentini Redazione
20 aprile 2026 19:38
Usa-Iran, nuovo round di negoziati tra minacce e tensioni -
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Si riaccende il confronto tra Stati Uniti e Iran in un clima carico di tensione, mentre la diplomazia prova a evitare una nuova escalation militare. Il secondo round di negoziati tra Washington e Teheran è previsto per mercoledì a Islamabad, in Pakistan, proprio allo scadere del cessate il fuoco che nelle ultime settimane ha temporaneamente congelato le ostilità.

Le delegazioni sono attese nella capitale pakistana già domani. A guidarle saranno ancora il vicepresidente americano JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, figure chiave di un dialogo che appare fragile ma cruciale per la stabilità regionale.

A pesare sul tavolo delle trattative sono soprattutto le parole del presidente americano Donald Trump, che ha lanciato un ultimatum netto: “Senza un accordo cadranno molte bombe”. Una dichiarazione che alza ulteriormente la pressione e lascia intravedere la possibilità di un ritorno alle operazioni militari in caso di fallimento dei colloqui.

Immediata la replica da Teheran, che respinge ogni ipotesi di resa: “Gli Stati Uniti vogliono imporre condizioni inaccettabili, ma non ci piegheremo”. Nel frattempo, l’Iran ha annunciato la riapertura dei suoi due principali aeroporti civili, segnale di una parziale normalizzazione interna nonostante la situazione resti altamente instabile.

A complicare ulteriormente lo scenario interviene anche Israele. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha avvertito che “il lavoro in Iran non è finito”, lasciando intendere che le operazioni potrebbero proseguire indipendentemente dagli sviluppi diplomatici tra Washington e Teheran.

Le tensioni geopolitiche si riflettono anche sui mercati: le borse internazionali mostrano segnali di debolezza, mentre il prezzo del petrolio torna a salire, spinto dall’incertezza e dal rischio di nuove interruzioni nelle forniture energetiche.

Sul fronte regionale, intanto, sono previste nuove trattative tra Israele e Libano già giovedì, in un tentativo parallelo di contenere il conflitto. A scuotere ulteriormente l’opinione pubblica è stata infine la notizia della profanazione di una statua di Gesù nel sud del Libano, danneggiata a colpi di martello da un soldato israeliano: un episodio che rischia di alimentare ulteriormente tensioni religiose e politiche in un’area già profondamente instabile.

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