USA-Iran, il disgelo corre sul filo: primo faccia a faccia, ma è scontro nello Stretto
Primo faccia a faccia dal 1979, mentre due navi americane operano nello Stretto. Trump: “Lo bonifichiamo noi”
Si apre uno spiraglio diplomatico tra Stati Uniti e Iran, ma sul campo la tensione resta alta. Nella capitale pakistana, Islamabad, sono in corso negoziati definiti storici tra le delegazioni di Washington e Teheran: è il primo incontro diretto dalla nascita della Repubblica islamica nel 1979.
Il vicepresidente americano JD Vance ha incontrato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in un vertice trilaterale con il premier pakistano Shehbaz Sharif. Sul tavolo, una lunga lista di questioni irrisolte: dalla crisi in Libano al dossier nucleare iraniano, passando per le sanzioni economiche, gli asset congelati e le richieste di riparazioni di guerra.
Mentre la diplomazia prova a costruire un dialogo, cresce la tensione nello Stretto di Hormuz, punto strategico per il traffico energetico mondiale. Secondo il United States Central Command, due navi da guerra americane sono impegnate in un’operazione di sminamento nelle acque dello stretto, nonostante le smentite ufficiali di Teheran.
Il New York Times riferisce che i Pasdaran iraniani avrebbero difficoltà a localizzare alcune mine precedentemente posizionate, alimentando ulteriori preoccupazioni sulla sicurezza della navigazione nell’area.
A intervenire con toni netti è stato l’ex presidente americano Donald Trump: “Lo stiamo bonificando noi, i nostri alleati non avevano il coraggio di farlo”, ha dichiarato, rivendicando il ruolo degli Stati Uniti nelle operazioni militari.
Sul fronte internazionale, intanto, arriva un segnale di distensione anche dall’Europa orientale: in Ucraina è entrata in vigore una tregua in occasione della Pasqua ortodossa, offrendo una breve pausa nel conflitto in corso.
Tra aperture diplomatiche e dimostrazioni di forza militare, il confronto tra Washington e Teheran resta dunque sospeso tra dialogo e rischio escalation.