USA-Iran, al via i colloqui in Svizzera: Vance e Ghalibaf al tavolo, ma resta alta la tensione in Medio Oriente
A Bürgenstock iniziano le trattative con la mediazione di Pakistan e Qatar. Teheran ribadisce la chiusura dello Stretto di Hormuz, mentre nuovi raid israeliani in Libano provocano almeno sette vittime
Prendono il via oggi a Bürgenstock, in Svizzera, i delicati colloqui tra Stati Uniti e Iran nel tentativo di consolidare il fragile percorso diplomatico avviato nelle scorse settimane. Al tavolo delle trattative siedono la delegazione americana guidata dal vicepresidente statunitense J.D. Vance e quella iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, con la mediazione di Pakistan e Qatar. Presente in Svizzera anche il premier pakistano Muhammad Shehbaz Sharif.
Secondo quanto comunicato dalle autorità svizzere, i colloqui dovrebbero entrare nel vivo nel corso della mattinata. L'obiettivo è affrontare i nodi ancora aperti che riguardano la stabilità regionale, il programma nucleare iraniano, le sanzioni economiche e la sicurezza delle principali rotte energetiche internazionali.
A pesare sul negoziato è soprattutto la questione dello Stretto di Hormuz. Teheran ha infatti ribadito che il passaggio strategico per il traffico petrolifero mondiale resta chiuso, una posizione che continua ad alimentare preoccupazioni sui mercati energetici e tra i partner occidentali.
Parallelamente, il quadro regionale resta estremamente instabile. Nel sud del Libano almeno sette persone, tra cui un bambino, sono rimaste uccise in nuovi bombardamenti israeliani che hanno colpito la Bekaa occidentale e l'area di Tiro. A riferirlo è l'agenzia di stampa libanese NNA, citando fonti del ministero della Sanità di Beirut. Le nuove vittime rischiano di complicare ulteriormente il dialogo in corso in Svizzera, dove una delle questioni centrali riguarda proprio la cessazione delle ostilità sul fronte libanese.
Nonostante il clima di forte tensione, Washington e Teheran hanno scelto di mantenere aperto il canale diplomatico. Le prossime ore saranno decisive per capire se il vertice di Bürgenstock riuscirà a produrre passi concreti verso una riduzione delle tensioni in Medio Oriente o se le violenze sul terreno finiranno per frenare il processo negoziale appena avviato.