Eredità De Feo ed Emilio Fede, la Procura chiede l’archiviazione: resta aperta la guerra tra le figlie
Nessun profilo penale per gli inquirenti nelle accuse di circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita
La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta nata dalle denunce presentate da Simona Fede nei confronti della sorella Sveva nell’ambito della disputa per l’eredità della giornalista ed ex senatrice del Pdl Diana De Feo, vedova dello storico direttore del Tg4 Emilio Fede. Le ipotesi di reato esaminate dagli inquirenti erano quelle di circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita, ma secondo i magistrati non sarebbero emersi elementi tali da configurare responsabilità penali.
La richiesta di archiviazione, tuttavia, non mette fine a una battaglia familiare che prosegue da anni e che riguarda un patrimonio di grande valore composto da immobili, conti correnti, gioielli e cassette di sicurezza. Lo scontro tra le due sorelle sarebbe iniziato dopo la morte di Diana De Feo, avvenuta nel giugno 2021, e si sarebbe ulteriormente aggravato dopo la scomparsa di Emilio Fede nel settembre 2025.
Al centro della disputa c’è soprattutto Villa Lucia, storica residenza affacciata sul Golfo di Napoli e situata nell’area del Parco Grifeo, una delle zone più prestigiose del capoluogo campano. Secondo la ricostruzione riportata dagli atti, Simona Fede contesta la gestione dell’asse ereditario e sostiene che il valore e le caratteristiche dell’immobile sarebbero stati sottostimati. La villa rappresenta il simbolo di una controversia che coinvolge anche altri beni immobili tra Napoli, Capri e i Castelli Romani.
Tra i punti contestati figurano inoltre l’apertura di una cassetta di sicurezza, la gestione di gioielli e alcune operazioni bancarie effettuate dopo la morte della madre. Simona Fede ritiene che tali attività abbiano inciso sulla composizione dell’eredità delineata nel testamento sottoscritto da Diana De Feo nel 2019.
La vicenda giudiziaria approda ora prevalentemente sul piano civile. Pur escludendo rilievi penali, la Procura non ha infatti risolto le questioni patrimoniali che continuano a dividere le due eredi. Il confronto sulla ripartizione dei beni e sulla validità delle disposizioni testamentarie resta dunque aperto e potrebbe proseguire ancora a lungo nelle aule dei tribunali civili.