Ue spaccata sugli aiuti all’energia: scontro tra falchi e colombe, mentre Von Der Leyen richiama alle regole

Sanchez e Meloni spingono per proroga del recovery e scorporo dell’energia. Merz e i frugali dicono no: “Serve una crisi severa per sospendere il patto”

A cura di Glauco Valentini Redazione
24 aprile 2026 19:20
Ue spaccata sugli aiuti all’energia: scontro tra falchi e colombe, mentre Von Der Leyen richiama alle regole - © Ansa
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L’Unione europea torna a dividersi sul caro energia e sulle misure da adottare per sostenere famiglie e imprese in un contesto ancora segnato dalle tensioni internazionali. Al centro dello scontro politico, la richiesta avanzata dal premier spagnolo Pedro Sanchez di prorogare di ulteriori mesi il Recovery Fund e di scorporare le spese energetiche dal calcolo del deficit, una linea sulla quale converge anche la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. Una posizione condivisa dai Paesi dell’Europa mediterranea, che chiedono maggiore flessibilità per affrontare l’impatto dei prezzi energetici.

Sul fronte opposto si collocano invece Germania e Paesi frugali, con il cancelliere tedesco Merz e il governo olandese che respingono l’idea di allentare ulteriormente le regole fiscali. Per Berlino, la sospensione del Patto di stabilità non può diventare uno strumento ordinario di gestione economica, ma deve restare un’eccezione limitata a condizioni straordinarie.

A chiarire la posizione della Commissione è intervenuta Ursula von der Leyen, ricordando che la clausola di salvaguardia del Patto “può essere attivata solo in caso di severa crisi economica” e sottolineando che, nonostante le difficoltà, restano ancora “95 miliardi disponibili per investimenti nel settore energetico”. Una cifra che Bruxelles considera sufficiente per sostenere gli Stati membri senza ricorrere a ulteriori deroghe.

Il dibattito si inserisce in un quadro europeo già complesso, segnato dall’aumento dei costi dell’energia e dalle incertezze legate alla crisi mediorientale. Mentre alcuni governi chiedono strumenti più flessibili per proteggere le economie nazionali, altri temono che un allentamento eccessivo delle regole possa compromettere la stabilità finanziaria dell’Unione.

Il confronto proseguirà nelle prossime settimane, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra rigore e sostegno economico. Ma la distanza tra le posizioni dei Ventisette lascia prevedere un negoziato difficile, in cui la gestione del caro energia rischia di diventare ancora una volta terreno di scontro politico.

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