Turchia, mandato di arresto internazionale per Netanyahu per il caso Flotilla
La portavoce italiana Maria Elena Delia: "Rompere un'impunità che dura da troppo tempo"
La Turchia ha emesso un mandato di arresto internazionale per il premier israeliano Benyamin Netanyahu e per un altro cittadino israeliano, Afek Moskovitch. Ad annunciarlo è stato il ministro della Giustizia turco Akin Gurlek, nell'ambito dell'indagine sull'intercettazione della Global Sumud Flotilla e sulla detenzione degli attivisti da parte delle forze israeliane lo scorso maggio.
"Nell'ambito del procedimento legale relativo all'attacco in acque internazionali contro gli attivisti della Flotilla e in conformità con i mandati di arresto emessi il 14 luglio 2026 contro Benyamin Netanyahu e Afek Moskovitch per 'genocidio', il ministero della Giustizia ha chiesto al ministero dell'Interno di emettere una 'red notice' per il loro arresto internazionale", ha dichiarato il ministro turco.
In Turchia Netanyahu e Moskovitch sono perseguiti per "crimini contro l'umanità, genocidio, privazione aggravata della libertà, aggressione e percosse, tortura, distruzione di proprietà, saccheggio aggravato e dirottamento di mezzi di trasporto", ha specificato il ministero.
La vicenda risale allo scorso maggio, quando circa 430 membri dell'equipaggio delle cinquanta imbarcazioni intercettate dall'esercito israeliano nel Mediterraneo, a ovest di Cipro, furono portati con la forza in Israele e successivamente detenuti nel carcere di Ktziot, prima di essere deportati.
Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, suscitò inoltre l'indignazione internazionale dopo aver diffuso un video nel quale appariva tra gli attivisti fermati, costretti in ginocchio e con le mani legate.
Sulla decisione della Turchia è intervenuta Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla. "Accogliamo con favore qualunque iniziativa giudiziaria che riconosca l'illegalità delle azioni compiute dal governo israeliano contro la Global Sumud Flotilla e che contribuisca a rompere un'impunità che dura da troppo tempo", ha dichiarato.
Delia ha quindi ricordato quanto denunciato dagli attivisti in seguito all'intercettazione della missione. "Quello che abbiamo subito - attacchi, intercettazioni illegali in acque internazionali, sequestri delle imbarcazioni, arresti e violenze - è grave e deve avere conseguenze sul piano della giustizia internazionale", ha aggiunto la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla.